CARLO OLIVA E IL CASTELLO PALAZZO

Carlo Oliva nacque nel 1445 o 1446, visse quindi nel periodo rinascimentale e sposò la nobildonna Paola di Montevecchio da Fano.

Fu conte di Piagnano e di Piandimeleto dove ricostruì l’antico castello di famiglia, distrutto dalle truppe di Francesco Sforza nel 1445.

Seguì la vita militare del padre Gianfrancesco e, grazie alle sue capacità diplomatiche, riuscì a ottenere l’amicizia e la protezione di potenti personaggi del suo tempo come Federico Da Montefeltro.

Uomo d’armi, ma anche amante delle lettere e delle arti, seguì il modello del Duca di Urbino e divenne un grande mecenate; da fonti storiche si sa che fu protettore del pittore Evangelista da Piandimeleto, amico e collaboratore di Giovanni Santi.

Morì a Pavia nel 1495, all’età di 50 anni, probabilmente di dissenteria, durante una campagna militare.

Gli uomini illustri del Rinascimento erano soliti farsi ritrarre di profilo con valore celebrativo imitando la numismatica romana

Carlo Oliva trasformò e ampliò la sua antica dimora in un castello palazzo, ispirandosi al Palazzo Ducale di Federico Da Montefeltro.

Nella facciata principale del castello di Piandimeleto si possono ancora notare elementi architettonici rinascimentali come il marcapiano, le finestre bugnate e all’interno il Salone d’onore.

Il conte, inoltre, fece erigere una cappella funeraria nel convento di Monte Fiorentino dedicata ai suoi genitori Gianfrancesco Oliva e Marsibilia Trinci, ai quali era molto legato.

Nella cappella, in stile rinascimentale, si trovano due sarcofagi con scolpite le figure dei genitori e dietro l’altare è situata una pala di Giovanni Santi, dove Carlo si è fatto ritrarre inginocchiato in basso a destra, ad imitazione del duca urbinate nella Pala di Brera di Piero delle Francesca.

Disegno del Castello di Piandimeleto
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